Consulenza

Errori del commercialista: quando è il momento di cambiarlo?

Di 16 Settembre 2021Settembre 28th, 2021Nessun Commento

Una professione complessa, piena di responsabilità e dalle conseguenze serie, in caso di sbagli. Tanti errori del commercialista sono rimediabili ma, in alcune circostanze, la soluzione migliore è quella di rivolgersi a un altro consulente.

Come capire che è giunto il momento di cambiarlo?

Il commercialista è un professionista che, alla stregua di avvocati o medici, può senza dubbio commettere errori, nel corso della sua carriera. Ma, se già al primo impatto, sorgono dei dubbi o, col passare dei mesi, il rapporto di fiducia stenta a decollare, come comportarsi?

Qui di seguito, passiamo in rassegna cinque tra i più comuni errori del commercialista in cui è possibile imbattersi e che è bene non minimizzare.

I 5 più comuni errori del commercialista (per cui cambiarlo)

Che si tratti di entrare in uno studio oppure di contattare un commercialista online, gli errori in cui è possibile imbattersi sono comuni ad entrambe le situazioni.

Ecco i principali errori del commercialista poco professionale.

Uniformare la clientela

Ogni cliente è diverso dall’altro. Titolari di partita Iva, ditta individuale o libero professionista, aziende, società… Uno degli errori più comuni consiste nell’adottare gli stessi schemi nei confronti di tutti i diretti interessati. Il cliente avverte di non ricevere un servizio dettagliato e personalizzato. E, per tale motivo, inizia a dubitare di trovare soluzioni davvero efficaci.

Quando si tratta di contabilità e gestione delle spese aziendali, è importante invece che il commercialista conosca nel dettaglio la situazione finanziaria del proprio cliente. Ma non solo. Anche essere al corrente del suo stile di vita è alla base di un rapporto di fiducia più profondo. È proprio questo aspetto, infatti, che porterà il cliente -grazie alla consulenza del commercialista- a risparmiare il più possibile, sempre in linea con la normativa vigente.

Sbagliare una consulenza

Le conseguenze di un errore di questo genere possono arrecare un danno tale da sfociare anche nel legale. Il commercialista ha il dovere di indagare a fondo nelle necessità del proprio cliente, per individuare quale sia il regime fiscale realmente più conveniente per lui.

Ordinario, semplificato o forfettario? Ogni regime comporta oneri e conseguenze differenti, a seconda del soggetto che si ha di fronte. E non è detto che ne esista uno più vantaggioso in assoluto rispetto a un altro.

Tra gli errori del commercialista, in cui è preferibile non incorrere, c’è anche lo sbaglio di valutazione nel calcolare la parcella, ad esempio. Questo può accadere perché non ha messo in conto il numero esatto di ore lavorative da dedicare al suo cliente o la varietà di servizi necessari alla corretta gestione della sua contabilità.

Minare il rapporto di fiducia col cliente

Il commercialista è il “dottore” dell’azienda, perché ha il compito di curare la sua salute. Scegliere dunque un commercialista rispetto a un concorrente significa instaurare con lui un rapporto di fiducia. E questo ben al di là delle indubbie competenze tecniche da riscontrare e della professionalità nel metterle in pratica.

Se, dopo una fase iniziale soddisfacente, iniziano le distrazioni o le “dimenticanze” da parte del consulente, il cliente ha tutto il diritto di iniziare a nutrire qualche sospetto.

Può essere il caso, ad esempio, di un ritardo costante nel presentare le dichiarazioni oppure di un continuo redigerle in maniera errata. O ancora, il commercialista in questione potrebbe accumulare ritardi nel versamento dei tributi o non informare il cliente di bonus o agevolazioni fiscali di cui potrebbe invece beneficiare.

Non essere chiaro sul piano tariffario

Quando si tratta di pagare le tasse, e la parcella del commercialista, le sorprese non sono gradite. Può verificarsi un caso una tantum relativo a una spesa non preventivata ma, in linea di massima, il cliente deve aver chiaro quale sia il budget da destinare al suo consulente di fiducia.

Se il commercialista, come abbiamo illustrato, ha differenziato la sua clientela, fornito un’attenta consulenza e instaurato un buon rapporto di fiducia, ha in mano tutti gli elementi necessari per poter mettere nero su bianco un piano tariffario chiaro e trasparente.

Non aggiornare i propri servizi: tra i più comuni errori del commercialista

Uno studio commercialista che si rispetti esegue in maniera periodica un’analisi dei risultati raggiunti. Monitorare i dati a disposizione, cogliere i punti di forza e implementare nuove funzionalità per migliorare le criticità significa offrire alla propria clientela un servizio sempre aggiornato e sempre più completo.

Gli aggiornamenti sono importanti non solo dal punto di vista dei software di gestione o dei corsi di formazione. È utile anche introdurre delle novità, come un’area riservata al cliente per l’invio dei documenti online, di un archivio sempre disponibile o di un blog sul sito dello studio, ricco di contenuti gratuiti da consultare in ogni momento.

Anche lo studio di un commercialista rappresenta un’attività di business e, in quanto tale, va mantenuta al passo con le novità del settore nonché competitiva nei confronti degli altri players del mercato.

Per saperne di più e richiedere una consulenza gratuita, contattami!

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