Fisco

Credito d’imposta cos’è, come funziona e perché è importante

Di 12 Agosto 2021Settembre 28th, 2021Nessun Commento

Per capire qual è il significato di credito d’imposta possiamo affermare in parole semplici e chiare che si tratta di uno sconto sulle tasse da pagare ogni anno. In Italia, tutti coloro che percepiscono un reddito da lavoro sono tenuti a presentare una dichiarazione dei redditi, sulla base della quale si calcolano le tasse da pagare annualmente.

Le tasse sono “un debito” per i contribuenti ed ecco che il “credito” d’imposta rappresenta, da questo punto di vista, un’agevolazione che lo Stato prevede nei loro confronti. In particolare, le imprese risultano avvantaggiate da tale strumento, per due motivi. Da una parte perché riescono a diminuire il peso fiscale a loro carico, dall’altra perchè hanno la possibilità di aumentare gli investimenti.

Va da sé che è molto importante utilizzare tale strumento, per mantenere l’azienda in buona salute.

L’imprenditore ha il dovere di sapersi muovere con agilità all’interno del sistema tributario italiano o di affidarsi a un valido consulente. Si tratta di un aspetto che va curato di pari passo con le attività produttive e commerciali.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il credito d’imposta, come calcolarlo e in quali casi è possibile cederlo, traendone beneficio.

Credito d’imposta cos’è

Come si intuisce dalla definizione, si tratta di un credito che ogni contribuente può vantare nei confronti dello Stato, sia nel caso di una persona fisica che di un’azienda.

Il riferimento allo Stato, nel contesto che qui si sta analizzando, è sia in quanto Erario sia Ente pubblico come ad esempio l’Inps e l’Inail. Questo significa che il contribuente può vantare il credito d’imposta nei confronti di qualsiasi ente, purché quest’ultimo abbia la facoltà di applicare tale pretesa impositiva.

Uno sconto importante dunque che permette di ridurre le imposte a proprio debito. Non una somma di denaro però, perlomeno in senso stretto: infatti il credito d’imposta non va confuso con il finanziamento, che invece è in grado di fornire liquidità.

Anche se, a onor del vero, oggigiorno è possibile monetizzare la cessione del credito d’imposta e reperire subito i soldi che servono all’attività.

Credito d’imposta come funziona

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, assume una notevole rilevanza all’interno della contabilità di un’azienda. È uno strumento che è giunto alla ribalta soprattutto con il piano Transizione 4.0 che, in aiuto delle aziende italiane, prevede il credito d’imposta per spese in macchinari 4.0, formazione e ricerca & sviluppo.

Lo si può utilizzare innanzitutto come “compensazione” dei debiti che l’azienda ha nei confronti dell’Erario ma non solo. Infatti è possibile usarlo anche come pagamento dei tributi oppure, laddove ve ne siano le circostanze, se ne può richiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi.

Come si calcola?

Di solito il credito d’imposta prevede una percentuale di “sconto” e un tetto massimo, al di sopra del quale non è possibile più usufruirne.

Ad esempio, può darsi il caso dell’acquisto di un macchinario, utile all’attività produttiva, che prevede per l’imprenditore un credito d’imposta del 30%, per un tetto massimo di 50 mila euro.

Vediamo un esempio pratico.

Questo significa che, acquistando un’attrezzatura da circa 160 mila euro, sarà possibile usufruire del 30%, scontando al massimo 50 mila euro.

Sempre tenendo conto di questi parametri, il beneficio cambia se la macchina costa ad esempio 200 mila euro. Infatti, il 30% corrisponderà sempre a 50 mila euro, perché tale è il limite fissato.

È importante dunque controllare sempre con attenzione il bando del Ministero, delle Regioni o di qualsiasi altro ente.

Cessione credito d’imposta cos’è

In questo senso, il credito d’imposta si definisce anche moneta fiscale. Si tratta di un’opportunità concreta di ottenere forti sconti o addirittura procedere in maniera gratuita all’acquisto di attrezzature oppure a interventi di miglioramento in azienda o sugli immobili.

Infatti, il privato o l’azienda può decidere di cedere il proprio diritto al credito d’imposta alla ditta che si occupa dei lavori di ristrutturazione, ad esempio, o di riqualificazione energetica.

Non è necessario dunque avere la liquidità necessaria per procedere, dal momento che è appunto l’impresa a farsene carico o a cederlo a sua volta alla banca.

Cos’è il credito Ecobonus 110

La questione che riguarda la sua cessione è molto in voga in questi mesi, soprattutto nell’ambito dell’Ecobonus 110. Ricordiamo che quest’ultimo riguarda la possibilità di coprire le spese per la riqualificazione e il miglioramento dell’efficienza energetica dell’abitazione.

Lo Stato in sostanza incentiva i contribuenti a investire, proponendo di “pagare” una parte di quell’investimento, in forma appunto di credito d’imposta.

In particolar modo, in occasione dell’Ecobonus 110, il Governo ha permesso alle persone fisiche di poter usufruire nell’immediato di uno sconto in fattura, a patto però di cedere il credito all’impresa che ha eseguito i lavori.

Altre volte invece la cessione del credito avviene a favore di istituti di credito, banche o assicurazioni.

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